Spartito edito
Pezzi Sinfonici
Aloniadi, Driadi, Oreadi
- Anno
- 2022
- Organico
- pianoforte
- Editore
- Da Vinci Edition
- ISMN
- 9790216212298
Questa trilogia scritta nel 2022 è una sonata in tre tempi, ciascuno dedicato a delle particolari ninfe: Aloniadi, ninfe dei burroni; Driadi, ninfe dei boschi; Oreadi, ninfe dei monti.
Come Nené Waltz anche questa composizione risente delle mie origini molisane che vengono rappresentate in modo epico: i luoghi delle mie ninfe non hanno nulla di rustico. Li vedo come una sorta di Parnaso dove i valori della terra, della Natura, del passato acquistano una dimensione aulica e corale. Questo è anche il motivo per cui al titolo “Sonata” ho preferito quello di “Pezzi Sinfonici”, dove il sinfonismo consiste nella pluralità di voci e quindi di suoni e colori che compongono i vari tempi.
Aloniadi: il tema dominante di questo primo movimento l’ho tratto dai un concerto per pianoforte e orchestra che poi non ho terminato. Lo sviluppo ha avuto due versioni: la prima più visionaria, la seconda più strutturalmente adeguata all’esposizione. Quest’ultima è stata poi scelta per la stesura definitiva del brano musicale e per l’esecuzione nel CD. L’elemento descrittivo compare a più riprese nei passaggi che ripropongono il tema iniziale in la minore nella modalità maggiore; come in molte altre mie composizioni, la difficoltà consiste principalmente nel conferire al pianoforte il carattere polifonico tipico dell’orchestra, spesso con velocità sostenute e con continui crescendo.
Driadi: secondo movimento di sonata, in questo caso una sorta di intermezzo, che ha risentito dell’apporto di Schumann: la Kreisleriana e gli Studi Sinfonici hanno fatto parte del mio programma scelto per i recital dell’anno scorso. Le atmosfere schumanniane, a tratti fantastiche, bucoliche, orride, hanno ispirato questo secondo tempo dei miei Pezzi Sinfonici, caratterizzato da un motivo ritmico pressoché dominante, alternato a momenti lirici più sereni ed estatici.
Oreadi: il terzo movimento, come spesso accade nelle mie composizioni, è una sorta di sonata nella sonata. Questo perché la forma ciclica non riguarda soltanto i singoli tempi, ma l’intera composizione, e quindi l’ultimo tempo diventa una sintesi dei tempi precedenti, con tutti i temi esposti che ritornano per essere definitivamente sublimati.
Pertanto, l’inizio di questo terzo movimento è un’ouverture dal carattere meditativo. Inoltre, ognuno dei movimenti dell’intera composizione riguarda un momento particolare del giorno, anche questo di natura ciclica: il primo momento rappresenta l’aurora e il giorno, il secondo il crepuscolo e la notte, il terzo l’alba e un nuovo giorno. I suoni, a loro volta, seguono questa scansione, sicché l’incipit del terzo movimento è più estatico, quasi surreale, poi si avvicina la luce e anche i suoni acquistano forma.
L’elemento corale, presente nel primo tempo, ritorna sotto forma di un’idea esposta in mi minore, che si aggiunge alle altre e costituirà il tessuto connettivo di questo movimento.
Le atmosfere mitiche, anche allegoriche, vengono enfatizzate soprattutto nella parte centrale, sorta di secondo tempo, questa volta più lento, secondo i canoni consueti.
La finale richiama tutti i temi e ne aggiunge altri, di cui l’ultimo è una rivisitazione di un canto popolare molisano. La conclusione, rispetta la struttura ciclica e chiude questa rappresentazione proprio come era iniziata.
La tonalità del primo movimento ricompare nelle ultime battute e non è casuale: tutto il primo tempo, dopo le prime due pagine nella tonalità di la, si assesta nella tonalità di mi; allo stesso modo l’ultimo tempo, a chiasmo, dà ampio spazio alla tonalità di mi per poi concludere in quella d’impianto. Non vuole essere una sorta di bizantinismo, semmai vuole ribadire il carattere rappresentativo delle mie composizioni che hanno un’impostazione molto simile a una pièce teatrale.
Nei Pezzi Sinfonici, in particolare, il mito, la grecità, sono stati trasposti nei luoghi aspri e cupi delle mie origini.