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Discografia
Il Mito e la Memoria / Mythos and Memories

Album d'etichetta

Il Mito e la Memoria / Mythos and Memories

Etichetta
Da Vinci Classics
Anno
2024
Numero di catalogo
C00833

Pianista e compositrice nello stesso disco, Maria Gabriella Mariani intreccia qui il leggendario e il personale. Il percorso attraversa le epoche e va da un tempo di nobili aspirazioni a un tempo segnato dal declino: agli estremi stanno i valzer di Johannes Brahms e di Maurice Ravel, al centro il mondo intimo della memoria, con le proprie origini nei Pezzi Sinfonici e la propria discendenza nel Valzer di Nené.

Il motivo dominante è la danza, e in particolare il valzer: insieme il crepuscolo dell'Ottocento e la fine di un'intera epoca culturale. I valzer di Brahms hanno uno spirito popolare e rinunciano all'opulenza del salotto per una gamma che va dal delicato al cupo, con inflessioni di folclore. Quelli di Ravel sono pervasi di malinconia: non solo la fine di un'epoca, ma un presagio di mortalità, con ritmi che si frantumano e salgono in una regione eterea.

Fra gli uni e gli altri stanno le composizioni di Mariani: i Pezzi Sinfonici del 2022 e il Valzer di Nené del 2021, due modi opposti di ricordare. Il primo è un racconto collettivo, che intreccia gli eventi della storia al tessuto del mito; il secondo è una memoria privata, che risale alle proprie radici.

Il disco non è soltanto una prova di pianismo e di scrittura: è un'esplorazione della memoria e del mito, fra ricordo personale e racconto storico, fra realtà e immaginazione.

Registrato nel luglio 2023 su Steinway & Sons modello D; note di copertina dell'interprete.

Note dell'autrice

La storia di Nenè fa da cornice alla composizione di questo valzer a tratti mesto, a tratti macabro. La danza è a sua volta un elemento ricorrente sia nelle mie novelle sia nelle mie musiche: la si ritrova in Chef Tango, in alcuni brani della raccolta Kinderliana (la bambola animata, il valzer della ballerina, in parte in Alin), finanche nella finale di Pour Jouer (la danza degli scheletri). Rappresenta una sorta di collante tra me stessa e i miei personaggi (Mario Chef, Alin, Aldo Ciccolini), molti dei quali realmente vissuti, che hanno fatto parte della mia vita, del mio passato o semplicemente delle mie radici, che continuano a vivere con me in un’altra dimensione attraverso la danza come espressione dell’ultimo soffio vitale, sorta di commiato, prima di passare definitivamente oltre.

Nenè, al secolo Antonietta Colantuono, era una ragazza nata e vissuta in un piccolo paese del Molise. Il padre, il mio bisnonno, Domenico, era stato tenore, appena ventenne, negli anni ’80 dell’800; riscosse grandi successi nelle vesti di “Manrico” (il protagonista de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi) al Teatro San Carlo di Napoli e al Tetro alla Scala di Milano. Fece poi rientro al suo paese per fare il notaio, con tanta nostalgia e qualche segreto scottante. Nenè era la sua ultima figlia, aveva una bella voce e tanta voglia di partire per andare a studiare canto a Roma al Conservatorio di Santa dove Domenico l’aveva già iscritta.

Morì di tifo a soli dodici anni, nei suoi ultimi istanti vedeva le rondini e le colombe e chiedeva incessantemente del suo libro di scuola “I racconti delle cose”.

Poco dopo la seguì il padre, con i suoi rimpianti e i numerosi segreti della sua vita dolorosa.

Di lei ho molto poco: i quaderni, qualche foto, qualche oggetto.

A distanza di un secolo ritorno nel paese dei miei antenati: i luoghi in cui Nenè è vissuta oggi sono deserti, silenti, spettrali. Ma vi ritrovo tracce del passato che prendono vita attraverso un dialogo intenso e surreale che culmina in un valzer tumultuoso che ballo con lei.

Mi restano questi ricordi, che hanno ispirato il mio racconto “Le rondini tornano sempre in primavera” (vincitore Selezione Dantebus 2022) e questo valzer dal finale rocambolesco, composto nel 2021.

Non si tratta di un poema sinfonico, dal momento che il brano ha una sua specifica struttura compositiva e viaggia autonomamente rispetto alla novella. Tuttavia i fatti che fanno da sfondo all’opera e la stessa ricerca di una struttura tonale e spesso contrappuntistica ribadiscono la caratteristica “narrativa” delle mie musiche che si ispirano ad atmosfere, visioni e scene di vita.

I brani

28 brani · durata 72:39

  1. 01 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 1 – Tempo giusto 0:53
  2. 02 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 2 1:10
  3. 03 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 3 0:40
  4. 04 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 4 – Poco sostenuto 1:19
  5. 05 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 5 1:08
  6. 06 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 6 – Vivace 1:10
  7. 07 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 7 – Poco più andante 1:31
  8. 08 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 8 0:59
  9. 09 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 9 0:53
  10. 10 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 10 0:32
  11. 11 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 11 1:11
  12. 12 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 12 1:16
  13. 13 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 13 0:51
  14. 14 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 14 1:36
  15. 15 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 15 1:43
  16. 16 Brahms, 16 Valzer op. 39: n. 16 1:18
  17. 17 Pezzi Sinfonici: I. Aloniadi – Sostenuto 9:21
  18. 18 Pezzi Sinfonici: II. Driadi – Scherzando 6:13
  19. 19 Pezzi Sinfonici: III. Oreadi – Grave 13:45
  20. 20 Valzer di Nené 10:09
  21. 21 Ravel, Valses nobles et sentimentales: I. Modéré – très franc 1:26
  22. 22 Ravel, Valses nobles et sentimentales: II. Assez lent – avec une expression intense 2:18
  23. 23 Ravel, Valses nobles et sentimentales: III. Modéré 1:26
  24. 24 Ravel, Valses nobles et sentimentales: IV. Assez animé 1:21
  25. 25 Ravel, Valses nobles et sentimentales: V. Presque lent – dans un sentiment intime 1:10
  26. 26 Ravel, Valses nobles et sentimentales: VI. Vif 0:37
  27. 27 Ravel, Valses nobles et sentimentales: VII. Moins vif 2:51
  28. 28 Ravel, Valses nobles et sentimentales: VIII. Épilogue – Lent 3:52
Copertina e quarta di copertina
Copertina e quarta di copertina
Il libretto aperto, con l'indice dei brani
Il libretto aperto, con l'indice dei brani