Spartito edito
Il valzer di Nené
valzer per pianoforte
Ad Antonietta Colantuono, detta Nené
- Anno
- 2021
- Organico
- pianoforte
- Editore
- Da Vinci Edition
- ISMN
- 9790216212304
Scritto nel 2021, questo brano è dedicato a una mia antenata, Antonietta Colantuono, morta di tifo un secolo fa. Aveva 12 anni ed era in procinto di partire per Roma per studiare canto al Conservatorio di Santa Cecilia. A questa composizione è abbinato un breve racconto, “Le rondini tornano sempre in primavera”, in cui immagino di creare un dialogo con la piccola Nené nella vecchia casa di montagna e lei mi parla di quello che ha vissuto: la guerra, la malattia, la morte.
La composizione è un ritratto di Nené, sotto forma di valzer, un valzer macabro che rappresenta un modo per unirmi a lei. Nené non ha niente di elegante: è una ragazza goffa che balla a modo suo, la sua danza è una corsa impetuosa.
Tutte le volte che si ferma e mi parla, la musica diventa mesta, dolce, ma è una dolcezza straziante.
Questa composizione, come tutte quelle che fanno parte del recente progetto discografico, testimonia il tramonto di un’epoca; nel caso specifico il Valzer di Nené è anche il valzer della morte.
Da un punto di vista stilistico, ho scelto la tonalità di la minore perché quando ho pensato a questo valzer avevo già iniziato i Pezzi Sinfonici e volevo che questo brano ne costituisse il quarto tempo, sorta di tetralogia dedicata alle mie origini molisane. Inoltre, nella tonalità di la minore ci vedevo un tono livido, appunto, macabro. Il tema ricorrente prima è confuso, lontano, poi gradatamente riaffiora e si arricchisce di nuove variazioni, diventando sempre più impetuoso e disperato. Le parti ritmiche rappresentano i salti della giovane protagonista, quelle più liriche sono il suo canto mesto.
Come tutte le mie composizioni anche questa acquista un andamento ciclico e un significato narrativo, perché Nené non è solo un’immagine, ma un personaggio che vive nella mia memoria, a cui ho dato un preciso significato.
In un periodo buio della mia vita, in cui il passato sembrava un fardello e il futuro un enigma, il suo fare schietto e diretto mi ha regalato nuove risposte e soprattutto nuove aspettative, e con questo brano, dal finale rocambolesco, ne voglio dare una personale testimonianza e un’accorata rappresentazione.
Per quanto riguarda il percorso filologico che sottende il mio recente lavoro discografico, il Valzer di Nenè e i Pezzi Sinfonici costituiscono entrambi una sorta di superamento della caducità del tempo e dello spazio, all’insegna della memoria che ne supera i limiti e dà un senso alla nostra esistenza.